21 FEBBRAIO 2013

The spin doctor is out

- Jack! Eccoti qui! Vieni avanti, accomodati. Qualcosa da bere?
- A posto così, grazie. E allora, come stai? Come sta andando?
- Bene, bene. Molto bene, in realtà. Il partito è compatto, i primi sondaggi sono…
- Buoni, sì, Fred me li ha passati.
- Ottimo. Va tutto a gonfie vele, davvero. Ma adesso dobbiamo iniziare a fare sul serio. Ho bisogno di te, Jack.
- E io sono qui apposta.
- Ci sono un po’ di questioni, su cui ti aggiornerai col resto dei ragazzi. Vorrei dessi un’occhiata al programma, per prima cosa.
- Certo, ma a dire il vero i temi di questa elezione non mi preoccupano. Sono certo che appena inizieremo a portarti in giro la gente impazzirà.
- Beh, lo spero!
- Tranquillo. Piuttosto, prima di procedere vorrei che parlassimo un po’. Tra noi due, capisci.
- Sono a tua disposizione. E permettimi di ringraziarti, sono felice che tu sia della partita.
- Ci credo molto, e lo sai. Ma, se dovrò occuparmi di te, della tua campagna, della strategia, devo sapere tutto. Devi essere un libro aperto, per me.
- Assolutamente. Chiedi quello che vuoi.
- Ok, perché vedi…  non possiamo affrontare una campagna in cui a un certo punto salta fuori che non hai fatto il servizio militare, o che non paghi le tasse. Dobbiamo essere preparati, pronti a rispondere.
- Mi sembra giusto. Ma voglio rassicurarti, non succederà. Io e Sandra facciamo una vita molto tranquilla, quasi noiosa. Le nostre proprietà sono regolarmente denunciate…
- Anche il ranch?
- Anche il ranch. Io ho sempre investito in imprese locali, lo sai, sono un contribuente fedele, un patriota, un padre di famiglia. Alla domenica stiamo con figli e nipoti, una grigliata in giardino, guardiamo la partita… Non c’è altro.
- E’ quello che dicono tutti. Senza offesa. Ma voglio che ci pensi bene, è importante. Obama aveva scritto della cocaina già prima di candidarsi, e come vedi hanno cercato comunque di usare la cosa contro di lui.
- Niente cocaina, qui.
- Bene.
- Anche se…
- Anche se…?
- Beh, all’università mi è capitato di farmi una canna, una volta. Una volta sola. Con Sandra, come sai ci siamo conosciuti lì, io studiavo economia, e una sera…
- Ok, non è un grosso problema. Sulle droghe leggere hai una posizione tollerante, per cui… in che occasione è capitato?
- Eravamo a una festa.
- Che genere di festa?
- Una specie di raduno, non ricordo bene. Non eravamo nemmeno invitati, ci siamo finiti per caso. Avevamo avuto un incidente con l’auto…
- Un incidente?
- Sì, ma niente di grave.
- Bene.
- Avevamo investito un barbone.
- Voi… cosa?
- Un barbone, sì, anzi un senzatetto, maledetto politically correct.
- E poi… poi siete andati a una festa?
- Abbiamo abbandonato l’auto, camminato per qualche chilometro, poi abbiamo sentito musica, voci… ed è lì che ci siamo fatti la canna.
- Lascia perdere la canna, per ora. Il barbone?
- Il senzatetto.
- Come ti pare. Che fine ha fatto?
- Oh, lui. Beh, mica potevamo lasciarlo lì.
- No di certo.
- E non potevamo nemmeno portarlo al pronto soccorso, ci sarebbe stato un mezzo scandalo. Sai da che tipo di famiglie proveniamo io e Sandra.
- Capisco. E quindi? Cosa avete fatto?
- Fortunatamente, Sandra aveva con se la sua pistola, e quindi gli ha sparato.
- Sandra gli ha… sparato?
- Sì, in fronte. Sandra è una cazzo di cecchino, sempre stata. Ma ti dirò: il senzatetto non è che avesse un bell’aspetto comunque. Dopo l’investimento, dico.
- Aspetta un momento: Sandra girava armata, al college?
- Per forza. E’ noto come siano avari i suoi, per mantenersi agli studi forniva… un certo tipo di servizi, diciamo così, agli avventori di un bar per camionisti, sulla statale. La pistola ce l’aveva per proteggersi, sai come va in certi ambienti.
- In realtà no, ma immagino.
- Ecco, immagina. Comunque l’arma era irrintracciabile, stai tranquillo, gliel’aveva data il suo protettore, uno scrupoloso, nel giro della mafia ucraina.
- Ah, certo, se Sandra si prostituiva sotto un protettore della mafia ucraina dormiamo tra due cuscini in piuma d’oca. Ma… tu lasciavi che Sandra facesse… quelle cose?
- Sì, beh, ci avevo provato pure io, ma per qualche ragione lei piaceva di più. Io arrotondavo in altro modo. Avevo un giro di carne contaminata che vendevo sottobanco alla mensa della scuola elementare, giù in città.
- Carne contaminata?
- Sì, da bovini allevati in zone di test nucleari. Sai com’è, anche gli allevatori di Alamogordo in qualche modo devono campare, e la carne comunque non era male: solo, brillava al buio. Ma i bambini mica mangiano al buio, giusto? Tra l’altro, sono poi diventati tutti miei elettori.
- I bambini o gli allevatori?
- Entrambi, credo.
- E il barbone?
- Niente, il barbone…
- Il senzatetto.
- Sì, il senzatetto l’abbiamo seppellito in mezzo al nulla, se lo saranno mangiato i coyote. Adesso che mi ci fai pensare nemmeno mi ricordo se davvero gli aveva sparato Sandra o se ero stato io. Eravamo troppo fatti.
- Troppo fatti… per una canna? E poi, non hai detto che la canna ve la siete fumata dopo?
- La canna sì, certo. Avevamo sniffato.
- Ma… poco fa dicevi che voi, con la cocaina…
- Infatti, quale coca? Era polvere di corno di rinoceronte bianco. Un bel po’ di polvere. Ma non mi risulta sia nella tabella delle sostanze proibite, dico bene?
- Corno di rinoceronte… bianco?
- Sì. Ricorderai che Sandra ha studiato antropologia.
- Certo, ma ora cosa c’entra con…
- C’entra. Aveva letto che alcune tribù africane sniffano quella roba per, sai, la potenza sessuale. Non so dar loro torto, se capisci cosa intendo.
- Ma… il rinoceronte bianco è molto raro… è in via di estinzione…
-  Ci credo, io e Sandra da soli abbiamo dato una bella botta. E pensare che all’epoca quella roba nemmeno ci sarebbe servita, mentre oggi…
- Va bene, questo genere di dettagli non mi serviranno, o almeno spero. E’ successo altro che io debba sapere, quella sera?
- Niente di che. So cosa stai pensando: avevamo sniffato rinoceronte bianco, eravamo belli eccitati. Ma no, non abbiamo partecipato a un’orgia hippy del cazzo.
- Almeno quello.
- Già. Solo che a quel punto lo eravamo davvero. Eccitati, intendo. Abbiamo dovuto trovare il modo di sfogarci un po’.
- Non sono sicuro di voler sentire il seguito.
- Tranquillo. Sandra è andata al lavoro al bar per camionisti, banalmente.
- Si fa per dire. E tu?
- Io mi sono intrufolato in una banca del seme, una banale effrazione, ho rotto una finestra e sono entrato.
- Reato che ormai sarà caduto in prescrizione…
- Esatto. Una volta dentro, ho preso un po’ di provette dal freezer, le ho svuotate nel cesso, e mi ci sono masturbato dentro. Ne avrò riempite un centinaio, ero bello carico.
- Sì, questo l’ho capito. C’è parecchio del tuo patrimonio genetico che circola, quindi.
- Che posso dire? Sono un tipo generoso. E comunque, vallo a trovare, chissà dove è finito. Penso sempre a quella cosa come a una specie di dono, un dono anonimo che ho fatto a un po’ di famiglie.
- Un dono molto generoso.
- Mi conosci, quel che è mio è tuo.
- Sì, anche se debbo dirti che messa così mi sembra meno attraente, come offerta.
- Comunque, questo è quanto. Non c’è altro da dire. Mi devo preoccupare?
- Non saprei, ho già gestito cose del genere in passato ma a dirla tutta… non proprio di questo genere, ecco.
- Beh, dico, ma che Paese è diventato, questo, se un cittadino, un rappresentante dello Stato, si deve preoccupare di una canna fumata in gioventù?
- Sai, non è tanto la canna a preoccuparmi. E nemmeno il resto, non crederesti alla roba che ho sentito riferire e che comunque son riuscito a gestire, in questi anni. Avevo un candidato, che nella sua villa organizzava delle specie di cene che poi… ma lasciamo perdere. Il problema temo sia un altro.
- Quale?
- Ho bisogno di farti una domanda, una domanda a cui devi rispondere in totale, assoluta sincerità, è molto importante.
- Spara.
- Li hai poi finiti, gli studi di economia?

  1. Giuro l’ho letta tutta :)

  2. Pregevole.
    In un paese dove tutti sono “cavalieri”, un ragioniere che si spaccia per dottore è la cosa meno grave.
    In un paese dove se telefoni ad un ufficio pubblico e non ti qualifichi come dottore ti trattano di merda è quasi giustificato.
    In un paese dove si sono accampati gli italiani questo è il men.

    Stefano
  3. In gran forma! :D

    Paolo DV
  4. …direi che Giannino ha vinto l’Oscar….ma anche paolo per la sceneggiatura qui sopra ;) !

     

    Marco De
  5. Sto ancora ridendo adesso…bravissimo!

    Anna rita