17 MAGGIO 2012

I vecchi, i brutti e il cattivo

Mi stupisce che ancora nessuno dei grandi giornali lo abbia scritto, ma pare che sulla fine del Pdl e sulla spartizione delle sue spoglie Berlusconi abbia ormai raggiunto un accordo definitivo con tutti i suoi scherani variamente posizionati. Si tratta di informazioni che provengono da fonti interne o comunque vicine, e quindi credo abbastanza attendibili. Sempre che non si sparino a vicenda, ovviamente, anche perché in questa storia non ci sono buoni.

I vecchi – alla Pisanu, per capirci – da montiani convinti, in gran parte ex democristiani il cui cursus risale alla Prima Repubblica, cercheranno una sponda moderata, governativa, terzopolista. Posto che qualcuno sia disposto ad accoglierli.

I brutti, ovvero gli ex fascisti alla Gasparri e La Russa, più gli intransigenti tipo Sacconi e Brunetta, andranno a destra, là dove da sempre avrebbero voluto restare, attirati dall’idea di ripetere in Italia il successo avuto dai camerati francesi e greci, con tutto il corollario di nostalgie vecchie e nuove. A loro dovrebbe restare il marchio Pdl, tra l’altro.

Il cattivo, ovviamente Berlusconi, lancerà un partito leggerissimo, molto giovane, molto aggressivo nella comunicazione, ispirato a Grillo e guidato dalle sue nuove leve più fedeli, tipo Alfano e la Gelmini, il cui unico mandato sarà quello di combattere per la difesa degli interessi aziendali del capo e di difenderlo dai processi. Un partito personalissimo, insomma.

Giulio Tremonti è dato per disperso, e attende che Bossi e Maroni vadano a prenderlo nel settore delle slot machine.

16 MAGGIO 2012

Corsi e ricorsi della moda nella pubblica amministrazione

A sinistra, Antonio Navagero (olio su tela di Giovan Battista Moroni, tardo XV secolo, pinacoteca di Brera); a destra, Nicole Minetti (Canon Eos 7D di anonimo, primo XXI secolo, Consiglio Regionale della Lombardia).

Per lui: palandrana in velluto francese con revers in ermellino di Oscar de la Renta (prezzo su richiesta), coordinato panciotto più calzamaglia Intimissimi (54 euro), fazzoletto in seta bianca Hermes (150 euro), astuccio penico Guru (499 euro).

Per lei: camicia di seta Comptons de Cotonniers (159 euro), leggings con patta a sei bottoni Lagerfield Confidential (350 euro), stivali da cavallerizza in pelle liscia Burberry (899 euro), orologio Patek Philippe Geneve (3.200 euro), orecchini Tiffany & Co. (prezzo su richiesta), trucco e fondotinta Experience di Max Factor (68 euro), rossetto Rouge Allure di Chanel (25 euro), brasilian wax da Beauty Superglam Milano (30 euro).

15 MAGGIO 2012

Il grande cocomero

Più o meno esattamente un anno fa, dopo le amministrative, dopo la vittoria di De Magistris a Napoli, ma soprattutto dopo quella di Pisapia a Milano, avrei voluto scrivere un post in cui avrei più o meno detto: che i 12 mesi seguenti sarebbero stati molto importanti; che c’era una grande aspettativa, non solo milanese, e che non andava tradita, o ci sarebbe andato di mezzo un sogno di cambiamento molto più grande dei confini della città; che sarebbe stato necessario dimostrare un atteggiamento molto diverso e sin da subito su alcune questioni molto spinose che avevano caratterizzato la gestione Moratti, a partire dall’urbanistica; che bisognava comunque tenere sicure le strade, e non dar la possibilità ai leghisti di dire che con Pisapia era aumentata la criminalità; che nel mix tra salotti buoni e movimenti dal basso che l’avevano fatto vincere, il nuovo sindaco doveva ricordarsi dei primi ma soprattutto dei secondi.

Poi non l’ho scritto, perché non volevo sembrare il solito menagramo. Ma un anno dopo, l’impressione che le cose non stiano andando esattamente come dovrebbero è forte. Certo, ora c’è l’Area C, il trasporto pubblico è più utilizzato e l’inquinamento è sceso. E forse i milanesi inizieranno a differenziare anche l’umido, addirittura. Non è poco, intendiamoci: ma molte nomine importanti sono sembrate discutibili, e la differenza dai predecessori sulle questioni più importanti di governo del territorio non sembrano così significative. La faccenda Expo, quella, chi la capisce è bravo. E tra ieri e oggi il sindaco ha balbettato e tardivamente ribaltato la sua posizione sull’occupazione della Torre Galfa di Ligresti, sgomberata in tempi molto più veloci di quanto avrebbe fatto l’amministrazione precedente, che pure i voti dei centri sociali non li aveva presi. Come se non bastasse, da qualche giorno si vocifera di un Pisapia pronto a lanciare un movimento arancione su scala nazionale, a far da lista civica in appoggio al Pd nelle politiche del 2013. Ipotesi che immagino farà incazzare i milanesi, e che li porterà a riconsegnare la città a quelli che c’erano prima. Comprensibilmente.

Verrebbe quindi da pensare, amaramente, che la primavera arancione sia già finita. O che forse si è trattato di un nostro problema di percezione: che non era proprio arancione, era più sullo zucca, come tonalità.
Come il Grande Cocomero di Linus: tutte le notti ad aspettarlo, ma non arriva mai.

15 MAGGIO 2012

Hanno comprato con la mia mente un Audi TT

Ieri mattina ho trovato questo volantino sul parabrezza della mia auto. Qui sopra il fronte, e di seguito il retro (o viceversa, chissà).

Non mi è chiaro cosa c’entri il terremoto dell’Aquila, ma se non ho capito male l’autore è incazzato perché qualcuno gli ha fregato i fregi della sua Audi TT (comprata a sua insaputa, leggo, un po’ come si usa ultimamente), tanto da augurare al furfante che murira schiacciato. Intendiamoci, darebbe fastidio anche a me, però mi pare una reazione un po’ esagerata. Comunque, pare che l’autore del furto sia lo stesso che ha causato il terremoto. Non c’è altra spiegazione.
Sul volantino c’è anche l’indirizzo di un blog, ci sono andato per cercare di capirci qualcosa di più. Ho trovato passaggi come questo, ad esempio:

Ho lecca cu… di Satana  ……. Poi quella visione nell giardino Vaticano che si moveva come una danza . Poi fulmini che vedevo . Poi …. uscii fuori e proprio era una pioggia con fulmini verso Magenta .

E infatti io non ci passo mai, da Magenta. Ma proseguiamo nella lettura:

Aveva un audi 80 visiniu che mi lo voleva vendere a me , e un audi  T T grigio cabrio che di pasqua mi sembra la colpito ochio sinistro .

Un Audi nell’occhio sinistro, capito? E a Pasqua, poi. Certa gente non ha rispetto.
Ancora un pezzettino, l’ultimo:

zingaro , picola mela , feci un ristorante a stazione centrale , poi bloco il tunel che passa sotto le linie , e feci un ristorante . Primo lo vendi a comercialisti Petrotub . Secondo fagli . Si trata di molti personi girati intorno a me tramite hipnosa indireta insonora . E oviamente ho trovato anche i carabinieri a una dimostrazione di hipnosa indireta e piu volte con le targhe colegati ai fenomeni e numeri teologici e da questa lettera .

Che dire? Non saprei. L’auto era parcheggiata in via Farini, magari c’è qualche milanese che ne sa di più.
Sul parabrezza c’era anche il volantino di una ditta di traslochi. Ditemi, sono seri?

14 MAGGIO 2012

Roma, Texas

“Con l’autorità conferitami dal Partito Repubblicano, io ti stupro”.
Una donna che voglia esercitare il suo diritto di interrompere una gravidanza – diritto che negli Stati Uniti è garantito dalla sentenza Roe contro Wade – se sfortunatamente si trova a essere cittadina del grande Stato della Stella Solitaria, il Texas, deve sottoporsi per legge a una lunga giornata di visite, in un consultorio in cui prima verrà avvicinata da un addetto al cosiddetto “supporto psicologico” – in realtà scelto tra gli specialisti aderenti al movimento pro-vita – dopodiché dovrà obbligatoriamente sottoporsi a un’ecografia trans-vaginale. Si tratta di un esame estremamente invasivo, che consiste nell’inserimento nella vagina della donna di una sorta di sonda, lunga circa 27 centimetri (10 pollici, appunto). Al termine della giornata, non potrà comunque abortire, ma le saranno consegnati alcuni pieghevoli, e sarà rimandata a casa per darle modo di “pensare bene alla sua scelta”, e se vorrà potrà ritornare il giorno seguente. Il conto, per intero e sull’unghia, quello dovrà invece pagarlo subito.
Lo spiegava qualche tempo fa Garry Trudeau, dedicando alcune strisce di Doonesbury (da oggi pubblicato sul Post, per inciso) a questo particolare aspetto della politica sanitaria del governatore Rick Perry, in corsa fino al gennaio scorso per le primarie presidenziali del Partito Repubblicano. Un difensore della vita, almeno finché non si tratta di eseguire le condanne a morte di cui, tra gli stati dell’Unione, il Texas da lui governato detiene il record.

Ieri, per le strade di Roma hanno sfilato gli antiabortisti di Militia Christi, altri provenienti da mezza Europa, quelli di Forza Nuova e dell’Ordine di Malta, e il sindaco Alemanno con tanto di fascia tricolore.

11 MAGGIO 2012

O grullo, a forza di frenare finisce che ti vo’ in culo

Che mattacchioni, questi toscani.

11 MAGGIO 2012

La Mozione Vodka

Leggo sul Corriere di oggi che Renzi vuole candidarsi alle primarie, e che per questo chiede al Pd di aprire alla competizione interna.
Mi sembra sacrosanto, e nel caso ho già il mio candidato ideale. Vado a farmi un goccetto e a fare il pieno al carrarmato.

Ps: la metafora non è mia.

11 MAGGIO 2012

The Joshua Tree Party

Nella foto, il panorama politico italiano come si presenterà dopo il ballottaggio delle amministrative, tra dieci giorni: in primo piano, mentre il sole tramonta allungando la sua ombra sottile, il più grande partito italiano. Tutt’intorno, alcune sterpaglie ormai inaridite.
Ricordatevi di riempire la borraccia.

11 MAGGIO 2012

Siamo noi mutui e fidi, siamo noi, banca ciao, che paghiamo

Negli anni Ottanta l’Msi usò Viva l’Italia nelle piazze e nella propaganda, per fare campagna elettorale. La cosa creò un certo scandalo, l’autore disse che non gli avevano chiesto il permesso, e forse nemmeno dovevano (ero bimbo, ricordo vagamente). Ma certo era inaccettabile, associare De Gregori al Movimento Sociale.
Trent’anni dopo, immagino pagando il prezzo di mercato di un piatto di grano, è Monte dei Paschi a usare per una pubblicità La storia siamo noi, in un momento in cui le banche sono forse appena meno malviste dei postfascisti di allora.
Ma non è il caso di fare del moralismo da quattro soldi, o da multipli di quattro: i generosi compagni senesi sono tutta un’altra faccenda, e a loro non si può dire di no.

10 MAGGIO 2012

Gnagagnagagnaga

Ho fatto una scoperta che credo cambierà per sempre lo studio del linguaggio umano. Ho notato che, se prendete una qualsiasi intervista a Veltroni, e sostituite una serie di parole prese a caso con un termine appena inventato che non vuol dire nulla, il senso resta esattamente lo stesso.
Ho provato con l’intervista che Veltroni ha rilasciato oggi, al Corriere:

Questo voto consegna all’Italia un’alternativa gnagagnagagnaga: o un’altra stagione di incertezza, gnagagnagagnaga, populismo di vecchio e nuovo stampo; oppure provare l’unica gnagagnagagnaga che il Paese non ha mai provato, il gnagagnagagnaga. E’ il solo modo per fronteggiare una situazione storicamente gnagagnagagnaga. Io non so se si ha la gnagagnagagnaga di vivere in un momento del tutto gnagagnagagnaga, forse unico nel gnagagnagagnaga. Diceva Burckhardt: “Noi vorremmo conoscere l’onda sulla quale gnagagnagagnaga nell’oceano, ma noi siamo quest’onda”. Parlando con Bersani ho usato un’espressione che mi fa gnagagnagagnaga lui abbia gnagagnagagnaga: viviamo insieme il ’29 e il ’92, due cifre gnagagnagagnaga, un mix pericolosissimo di gnagagnagagnaga economica e crisi politico-gnagagnagagnaga. Con il voto l’Italia ha gridato un bisogno di gnagagnagagnaga. O lo raccogliamo, trovando una gnagagnagagnaga razionale coraggiosamente gnagagnagagnaga, oppure il nostro Paese è esposto a rischi molto gnagagnagagnaga e molto gnagagnagagnaga.

Poi, nella risposta successiva, mi sono spinto oltre:

Gnagagnagagnaga gnagagnagagnaga gnagagnagagnaga. Gnagagnagagnaga, gnagagnagagnaga gnagagnagagnaga gnagagnagagnaga; gnagagnagagnaga gnagagnagagnaga, gnagagnagagnaga gnagagnagagnaga gnagagnagagnaga. Gnagagnagagnaga: gnagagnagagnaga, gnagagnagagnaga, gnagagnagagnaga.

Come vedete, il senso delle riflessioni di Veltroni è intonso. Come dite, non si capisce niente? Appunto.