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	<title>Commenti a: Ce lo meritiamo Beppe Grillo</title>
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		<title>Di: Kurtz</title>
		<link>https://www.popolino.org/2013/03/02/6400/#comment-12903</link>
		<dc:creator>Kurtz</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Mar 2013 14:38:44 +0000</pubDate>
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		<description>Ce lo meritiamo, Beppe Grillo? Forse, ma non per le ragioni dette nel post. 

Ce lo meritiamo perche&#039; ci piacciono quelli che ci dicono quel che vogliamo sentirci dire, pure se sono puttanate.

Tipo i 1000 euro per ogni disoccupato per tre anni che, a spanne, farebbe tre miliardi di euro al mese, per i quali non bastano i tagli alla casta, eliminare i contributi all&#039;editoria e chiudere il cantiere della TAV. Il &quot;megafono&quot;, &lt;strong&gt;dopo&lt;/strong&gt; le elezioni, scrive sul suo blog che in Italia ci sono 19 milioni di pensionati e 4 milioni di dipendenti pubblici, non ce li possiamo permettere  e i soldi per il reddito di cittadinanza dobbiamo prenderli da li&#039;. 

Oppure il redditometro per i soli politici, ma non una parola sui milioni di ladri che non pagano le tasse (come lui, che infatti aderisce al condono fiscale del governo Berlusconi del 2003) e anzi propone la chiusura di Equitalia.

Ce lo meritiamo perche&#039; accettiamo i doppi standard.

Il &quot;capo politico&quot;, teorico della Rete come messaggio, non solo come medium, si incazza come una biscia quando l&#039;Agenzia delle Entrate mette in rete le dichiarazioni dei redditi, compresa la sua, strillando all&#039;inaccettabile violazione della privacy. 

Siamo solo passati da un comico dilettante da avanspettacolo anni &#039;50 a un professionista da cabaret anni &#039;80.

&#160;

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&#160;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ce lo meritiamo, Beppe Grillo? Forse, ma non per le ragioni dette nel post. </p>
<p>Ce lo meritiamo perche&#8217; ci piacciono quelli che ci dicono quel che vogliamo sentirci dire, pure se sono puttanate.</p>
<p>Tipo i 1000 euro per ogni disoccupato per tre anni che, a spanne, farebbe tre miliardi di euro al mese, per i quali non bastano i tagli alla casta, eliminare i contributi all&#8217;editoria e chiudere il cantiere della TAV. Il &#8220;megafono&#8221;, <strong>dopo</strong> le elezioni, scrive sul suo blog che in Italia ci sono 19 milioni di pensionati e 4 milioni di dipendenti pubblici, non ce li possiamo permettere  e i soldi per il reddito di cittadinanza dobbiamo prenderli da li&#8217;. </p>
<p>Oppure il redditometro per i soli politici, ma non una parola sui milioni di ladri che non pagano le tasse (come lui, che infatti aderisce al condono fiscale del governo Berlusconi del 2003) e anzi propone la chiusura di Equitalia.</p>
<p>Ce lo meritiamo perche&#8217; accettiamo i doppi standard.</p>
<p>Il &#8221;capo politico&#8221;, teorico della Rete come messaggio, non solo come medium, si incazza come una biscia quando l&#8217;Agenzia delle Entrate mette in rete le dichiarazioni dei redditi, compresa la sua, strillando all&#8217;inaccettabile violazione della privacy. </p>
<p>Siamo solo passati da un comico dilettante da avanspettacolo anni &#8217;50 a un professionista da cabaret anni &#8217;80.</p>
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		<title>Di: rita</title>
		<link>https://www.popolino.org/2013/03/02/6400/#comment-12896</link>
		<dc:creator>rita</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Mar 2013 00:05:55 +0000</pubDate>
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		<description>Complimenti per la chiarezza, Emanuela. Esattamente così. Con in più il fatto che il modello ricalca quello tedesco. Le soluzioni possono essere quelle che tu proponi, o altre. Ma la loro efficacia passa da un intervento complessivo sul sistema bancario, oppure continueranno ad essere pannicellli caldi. Intanto, dal 2014 la sorveglianza dovrebbe passare alla BCE...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti per la chiarezza, Emanuela. Esattamente così. Con in più il fatto che il modello ricalca quello tedesco. Le soluzioni possono essere quelle che tu proponi, o altre. Ma la loro efficacia passa da un intervento complessivo sul sistema bancario, oppure continueranno ad essere pannicellli caldi. Intanto, dal 2014 la sorveglianza dovrebbe passare alla BCE&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: luca</title>
		<link>https://www.popolino.org/2013/03/02/6400/#comment-12891</link>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Mar 2013 19:54:27 +0000</pubDate>
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		<description>ce lo meritiamo A beppe grillo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ce lo meritiamo A beppe grillo</p>
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		<title>Di: Emanuela</title>
		<link>https://www.popolino.org/2013/03/02/6400/#comment-12890</link>
		<dc:creator>Emanuela</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Mar 2013 19:39:17 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;span style=&quot;color: #ff0000&quot;&gt;FACCIO OUTING.&lt;/span&gt;

... psss...

Allora. C&#039;è una fondamentale confusione tra banche e fondazioni bancarie, confusione diffusa a tutti i livelli, stampa assolutamente compresa.

Dunque: esistevano una volta le banche e non le fondazioni; e tra le banche, alcune, le casse di risparmio e le banche del monte non avevano azionisti, erano private, ma al loro interno avevano persone che si occupavano più o meno bene (spesso meno...) delle materie di cui si occupano oggi le fondazioni: le erogazioni per sostenere le attività territoriali di beneficienza, arte e cultura.

Poi venne la legge Amato, la 218/90, che divideva in due l&#039;attività di quelle banche: da una parte le attività filantropiche, affidate alle fondazioni, e dall&#039;altra l&#039;impresa, cioè la banca, creata in società per azioni. Ma la situazione era ancora di commistione anche formale: i CDA dell&#039;una e dell&#039;altra coincidevano, e quindi il problema non era affrontato nel suo nucleo.

La legge Ciampi, 461/98 e il successivo dlgs 153 1999 scorporarono completamente i due enti, che da allora hanno CDA diversi. Lo scopo era quello di rendere appetibili tali banche italiane ad una sana concorrenza, e impedire il controllo che le fondazioni esercitavano sulla banca, facendole diventare enti soggetti a diritto privato, no profit, con piena autonomia di gestione e statutaria.

Il capitale che le fondazioni gestiscono deriva dalla banca (da cui nascono), ne rappresentra una parte: vi sono fondazioni che &quot;posseggono&quot;, cioè sono azioniste per percentuali minime, altre invece detengono quote significative;  ne percepiscono proporzionalmente i dividendi. Comunque esse NON possono esercitare il controllo sulle banche conferitarie, non possono cioè avere la maggioranza delle quote. Hanno diritto però a esprimere membri del CDA delle banche in misura proporzionale alla quota che ne rappresentano, sempre quindi in minoranza. Chi vi è nominato, nei CDA delle banche dico, non può essere membro contemporaneamente della fondazione relativa.

Tutte le fondazioni sono perciò interessate alla gestione della banca, e ovviamente, al fatto che esse eroghino i dividendi con i quali si fanno le erogazioni. Ci mancherebbe altro.

Fin qui la legge. Ora, come questa cosa è diventata un disastro? Attraverso gli Statuti delle Fondazioni, almeno in parte. Essi prevedono di norma 2 livelli di gestione della fondazione: gli organi di indirizzo e i i CDA. Nei primi entrano anche i politici, di solito espressione degli enti locali, ma vi sono rappresentate con posizioni di maggioranza le categorie produttive e sociali più importanti del territorio. Chiesa compresa, talvolta, per motivi storici, come nel caso che io conosco meglio.

Va da sé che, nel tempo, gli EELL vi hanno inviato politici appartenenti alle maggioranze via via succedutesi; e questo sarebbe stato niente in relazione al fatto che spesso vi hanno inviato trombati, e gerontocrati. Tra le altre rappresentanze, la politica si è infilata comunque: non è chi non veda che, non so, una camera di commercio indichi per la fondazione un altro da se&#039;... Ed è chiaro che, controllando le erogazioni, è possibile gestirsi anche un proprio successo politico, o gestire quello di altri.

Nei CDA, comunque più ristretti, spesso è la cooptazione dall&#039;organo di indirizzo che guida l&#039;appartenenza e quindi la formazione si riproduce, in piccolo.

Vorrei solo precisare che è follia pensare che la faccenda si risolverebbe dicendo che nelle fondazioni devono entrare solo tecnici dell&#039;economia: a parte che i tecnici hanno già dimostrato di non essere una panacea per tutti i mali,  non si vede come un economista puro possa conoscere un territorio e i suoi bisogni (chessò: di che cosa hanno bisogno le case di riposo, lo sport locale, le scuole, l&#039;arte) meglio di chi in queste aree lavora o ha lavorato CON MERITO RICONOSCIUTO.

Ed è di nuovo qui che casca l&#039;asino. Perché in Italia del MERITO non frega niente a nessuno. Perché non si può permettere che siano sempre gli stessi uomini che si scambiano i ruoli, a tempo, tra banche e fondazioni; e non si può continuare a non trovare una valutazione esterna del merito di chi vi entra (sui curricola, dico) indipendentemente dal fatto che queste persone abbiano o meno un trascorso politico.

Che, a mio parere, non costituisce sempre e comunque, come Grillo ha fatto passare oggi, una colpa a prescindere.

Ma, certo, la fondazione mps e la banca mps hanno fatto vedere nella pratica tutto il marcio possibile che la politica può introdurre nella gestione del denaro.

Soluzioni? Oltre a valutaredall&#039;esterno il merito di chi entra?

Ad esempio, occorrerebbe stabilire anche in fondazione un limite nei mandati. Che c&#039;è, ma spesso non è rispettato o non è sufficiente.

Bisognerebbe che i membri degli organi delle fondazioni siano retribuiti lo stretto necessario in rapporto alle responsabilità che esercitano e delle quali devono farsi carico. Alcune fondazioni hanno spese di amministrazioneminime rispetto alle erogazioni, e va bene; altre spendono e spandono per pagare gettoni folli. Anche qui sono per l&#039;analisi caso per caso, esistono statistiche.

Bisognerebbe stabilire delle incompatibilità. Ad esempio, se sono o sono stato membro di un&#039;associazione culturale, e sono in un organo di fondazione, non avrò parte alcuna nelle erogazioni sulla cultura che possono andare a beneficio dei &quot;miei&quot;.

Dovrebbero non trovarvi posto persone con la fedina compromessa: eppure, nonostante sia spesso vietato dagli statuti, accade.

Ecco qua. E adesso sparatemi, sono all&#039;interno di una piccola fondazione dal 2005. Il pd, l&#039;unico partito al quale sono stata e sono iscritta, è nato successivamente.

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		<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000">FACCIO OUTING.</span></p>
<p>&#8230; psss&#8230;</p>
<p>Allora. C&#8217;è una fondamentale confusione tra banche e fondazioni bancarie, confusione diffusa a tutti i livelli, stampa assolutamente compresa.</p>
<p>Dunque: esistevano una volta le banche e non le fondazioni; e tra le banche, alcune, le casse di risparmio e le banche del monte non avevano azionisti, erano private, ma al loro interno avevano persone che si occupavano più o meno bene (spesso meno&#8230;) delle materie di cui si occupano oggi le fondazioni: le erogazioni per sostenere le attività territoriali di beneficienza, arte e cultura.</p>
<p>Poi venne la legge Amato, la 218/90, che divideva in due l&#8217;attività di quelle banche: da una parte le attività filantropiche, affidate alle fondazioni, e dall&#8217;altra l&#8217;impresa, cioè la banca, creata in società per azioni. Ma la situazione era ancora di commistione anche formale: i CDA dell&#8217;una e dell&#8217;altra coincidevano, e quindi il problema non era affrontato nel suo nucleo.</p>
<p>La legge Ciampi, 461/98 e il successivo dlgs 153 1999 scorporarono completamente i due enti, che da allora hanno CDA diversi. Lo scopo era quello di rendere appetibili tali banche italiane ad una sana concorrenza, e impedire il controllo che le fondazioni esercitavano sulla banca, facendole diventare enti soggetti a diritto privato, no profit, con piena autonomia di gestione e statutaria.</p>
<p>Il capitale che le fondazioni gestiscono deriva dalla banca (da cui nascono), ne rappresentra una parte: vi sono fondazioni che &#8220;posseggono&#8221;, cioè sono azioniste per percentuali minime, altre invece detengono quote significative;  ne percepiscono proporzionalmente i dividendi. Comunque esse NON possono esercitare il controllo sulle banche conferitarie, non possono cioè avere la maggioranza delle quote. Hanno diritto però a esprimere membri del CDA delle banche in misura proporzionale alla quota che ne rappresentano, sempre quindi in minoranza. Chi vi è nominato, nei CDA delle banche dico, non può essere membro contemporaneamente della fondazione relativa.</p>
<p>Tutte le fondazioni sono perciò interessate alla gestione della banca, e ovviamente, al fatto che esse eroghino i dividendi con i quali si fanno le erogazioni. Ci mancherebbe altro.</p>
<p>Fin qui la legge. Ora, come questa cosa è diventata un disastro? Attraverso gli Statuti delle Fondazioni, almeno in parte. Essi prevedono di norma 2 livelli di gestione della fondazione: gli organi di indirizzo e i i CDA. Nei primi entrano anche i politici, di solito espressione degli enti locali, ma vi sono rappresentate con posizioni di maggioranza le categorie produttive e sociali più importanti del territorio. Chiesa compresa, talvolta, per motivi storici, come nel caso che io conosco meglio.</p>
<p>Va da sé che, nel tempo, gli EELL vi hanno inviato politici appartenenti alle maggioranze via via succedutesi; e questo sarebbe stato niente in relazione al fatto che spesso vi hanno inviato trombati, e gerontocrati. Tra le altre rappresentanze, la politica si è infilata comunque: non è chi non veda che, non so, una camera di commercio indichi per la fondazione un altro da se&#8217;&#8230; Ed è chiaro che, controllando le erogazioni, è possibile gestirsi anche un proprio successo politico, o gestire quello di altri.</p>
<p>Nei CDA, comunque più ristretti, spesso è la cooptazione dall&#8217;organo di indirizzo che guida l&#8217;appartenenza e quindi la formazione si riproduce, in piccolo.</p>
<p>Vorrei solo precisare che è follia pensare che la faccenda si risolverebbe dicendo che nelle fondazioni devono entrare solo tecnici dell&#8217;economia: a parte che i tecnici hanno già dimostrato di non essere una panacea per tutti i mali,  non si vede come un economista puro possa conoscere un territorio e i suoi bisogni (chessò: di che cosa hanno bisogno le case di riposo, lo sport locale, le scuole, l&#8217;arte) meglio di chi in queste aree lavora o ha lavorato CON MERITO RICONOSCIUTO.</p>
<p>Ed è di nuovo qui che casca l&#8217;asino. Perché in Italia del MERITO non frega niente a nessuno. Perché non si può permettere che siano sempre gli stessi uomini che si scambiano i ruoli, a tempo, tra banche e fondazioni; e non si può continuare a non trovare una valutazione esterna del merito di chi vi entra (sui curricola, dico) indipendentemente dal fatto che queste persone abbiano o meno un trascorso politico.</p>
<p>Che, a mio parere, non costituisce sempre e comunque, come Grillo ha fatto passare oggi, una colpa a prescindere.</p>
<p>Ma, certo, la fondazione mps e la banca mps hanno fatto vedere nella pratica tutto il marcio possibile che la politica può introdurre nella gestione del denaro.</p>
<p>Soluzioni? Oltre a valutaredall&#8217;esterno il merito di chi entra?</p>
<p>Ad esempio, occorrerebbe stabilire anche in fondazione un limite nei mandati. Che c&#8217;è, ma spesso non è rispettato o non è sufficiente.</p>
<p>Bisognerebbe che i membri degli organi delle fondazioni siano retribuiti lo stretto necessario in rapporto alle responsabilità che esercitano e delle quali devono farsi carico. Alcune fondazioni hanno spese di amministrazioneminime rispetto alle erogazioni, e va bene; altre spendono e spandono per pagare gettoni folli. Anche qui sono per l&#8217;analisi caso per caso, esistono statistiche.</p>
<p>Bisognerebbe stabilire delle incompatibilità. Ad esempio, se sono o sono stato membro di un&#8217;associazione culturale, e sono in un organo di fondazione, non avrò parte alcuna nelle erogazioni sulla cultura che possono andare a beneficio dei &#8220;miei&#8221;.</p>
<p>Dovrebbero non trovarvi posto persone con la fedina compromessa: eppure, nonostante sia spesso vietato dagli statuti, accade.</p>
<p>Ecco qua. E adesso sparatemi, sono all&#8217;interno di una piccola fondazione dal 2005. Il pd, l&#8217;unico partito al quale sono stata e sono iscritta, è nato successivamente.</p>
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		<title>Di: umanesimo</title>
		<link>https://www.popolino.org/2013/03/02/6400/#comment-12888</link>
		<dc:creator>umanesimo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Mar 2013 19:04:33 +0000</pubDate>
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		<description>e non solo le banche. ma tutte le nomine. belsito in finmeccanica, come ci può finire uno come belsito in finmeccanica? non è tutta colpa del pd, figuriamoci, però ora è il momento di dire basta (e il pd ha l&#039;occasione - e il dovere - di farlo) e queste nomine contano ben più dei benefit parlamentari IMHO. ciaociao (e speriamo in civati)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>e non solo le banche. ma tutte le nomine. belsito in finmeccanica, come ci può finire uno come belsito in finmeccanica? non è tutta colpa del pd, figuriamoci, però ora è il momento di dire basta (e il pd ha l&#8217;occasione &#8211; e il dovere &#8211; di farlo) e queste nomine contano ben più dei benefit parlamentari IMHO. ciaociao (e speriamo in civati)</p>
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	<item>
		<title>Di: paolocoss</title>
		<link>https://www.popolino.org/2013/03/02/6400/#comment-12887</link>
		<dc:creator>paolocoss</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Mar 2013 17:30:06 +0000</pubDate>
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		<description>Umanesimo, hai ragione, c&#039;è ne siamo,occupati poco e dobbiamo farlo di più. Sarà che nessuno di noi conta un tubo e fa parte di un Cda, abbiamo sottovalutato la questione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Umanesimo, hai ragione, c&#8217;è ne siamo,occupati poco e dobbiamo farlo di più. Sarà che nessuno di noi conta un tubo e fa parte di un Cda, abbiamo sottovalutato la questione.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: umanesimo</title>
		<link>https://www.popolino.org/2013/03/02/6400/#comment-12886</link>
		<dc:creator>umanesimo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Mar 2013 17:19:50 +0000</pubDate>
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		<description>analisi lucida e - tutta tutta - condivisibile, ma la classe dirigente del pd è quella dell&#039;&quot;abbiamo una banca&quot;. ancora oggi è quella lì.

ok, dall&#039;altra parte c&#039;è cosa nostra e i casalesi, ma non è un buon motivo (il mneo peggio) per avere un partito politico che si preoccupa di occupare banche con propri uomini o operazioni spericolate. perché quando grillo parla dell&#039;mps fa generalizzazioni e errori grossolani, però - sulla questione della responsabilità politica - ha fottutamente ragione.

e da civati (o da te che comunque raramente dici qualcosa di diverso) ci si aspetterebbero due paroline sulla presenza spartitoria dei partiti nelle fondazioni bancarie (alla destra all&#039;epoca andò la cariplo, ricordiamocelo che fu una spartizione). ora uno dei punti civatiani è la generica &quot;riforma del sistema bancario&quot;, ma li vogliamo cacciare i partiti da una posizione di controllo all&#039;interno delle banche? o no? è una cosa tabù da dire dentro il partito? per me è un punto nodale.

saluti.

&#160;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>analisi lucida e &#8211; tutta tutta &#8211; condivisibile, ma la classe dirigente del pd è quella dell&#8217;&#8221;abbiamo una banca&#8221;. ancora oggi è quella lì.</p>
<p>ok, dall&#8217;altra parte c&#8217;è cosa nostra e i casalesi, ma non è un buon motivo (il mneo peggio) per avere un partito politico che si preoccupa di occupare banche con propri uomini o operazioni spericolate. perché quando grillo parla dell&#8217;mps fa generalizzazioni e errori grossolani, però &#8211; sulla questione della responsabilità politica &#8211; ha fottutamente ragione.</p>
<p>e da civati (o da te che comunque raramente dici qualcosa di diverso) ci si aspetterebbero due paroline sulla presenza spartitoria dei partiti nelle fondazioni bancarie (alla destra all&#8217;epoca andò la cariplo, ricordiamocelo che fu una spartizione). ora uno dei punti civatiani è la generica &#8220;riforma del sistema bancario&#8221;, ma li vogliamo cacciare i partiti da una posizione di controllo all&#8217;interno delle banche? o no? è una cosa tabù da dire dentro il partito? per me è un punto nodale.</p>
<p>saluti.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Fausto Fabiano</title>
		<link>https://www.popolino.org/2013/03/02/6400/#comment-12884</link>
		<dc:creator>Fausto Fabiano</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Mar 2013 12:37:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.popolino.org/?p=6400#comment-12884</guid>
		<description>Vi rendete conto che, quello che chiede il Movimento cinque stelle nel suo programma e nelle sue dichiarazioni, è esattamente quello che vuole un cittadino comune, anche pidiellino. Vi rendete conto dei silenzi di Bersani, attento a sostenere posizioni impossibili e a fingere di essere sordo a quanto è venuto fuori dalle ultime elezioni. Perché dovremmo appoggiare, chi continua a sostenere condizioni utili alla casta, che non vogliono neppure i sostenitori del PD, ma che non considerano per abitudine, perché disabituati a considerare possibili certi cambiamenti..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vi rendete conto che, quello che chiede il Movimento cinque stelle nel suo programma e nelle sue dichiarazioni, è esattamente quello che vuole un cittadino comune, anche pidiellino. Vi rendete conto dei silenzi di Bersani, attento a sostenere posizioni impossibili e a fingere di essere sordo a quanto è venuto fuori dalle ultime elezioni. Perché dovremmo appoggiare, chi continua a sostenere condizioni utili alla casta, che non vogliono neppure i sostenitori del PD, ma che non considerano per abitudine, perché disabituati a considerare possibili certi cambiamenti..</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: uqbal</title>
		<link>https://www.popolino.org/2013/03/02/6400/#comment-12883</link>
		<dc:creator>uqbal</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Mar 2013 12:32:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.popolino.org/?p=6400#comment-12883</guid>
		<description>Ottima analisi, ma a fronte di un 25% grillino devo pensare che tanti di quegli &quot;insospettabilmente tantissimi&quot; abbiano votato per lo Tsunami, proprio perché avran pensato &quot;Beh, intanto vorrei non prenderla nel culo un&#039;altra volta, poi vediamo&quot;.

Questo ragionamento, poi, io credo debbano averlo capito anche i sassi almeno da dieci anni. Se la nomenklatura di csx (cosa fa quella di destra mi interessa meno) non cambia, evidentemente è perché non può. Se per sopravvivere devi rinunciare a qualche decina di milioni di euro di rimborso elettorale e non lo fai, vuol dire che sai che, anche se non puoi dichiararlo pubblicamente, senza quei milioni sei morto.

Ancora: di elettori ideologizzati che avrebbero votato anche D&#039;Alema ce ne sono tanti in giro. Troppi. Ha ragione Ricolfi: gli elettori che hanno permesso alla nomenklatura di sopravvivere sono troppi. E anche se non ho votato PD in queste elezioni, per il passato mi ci devo mettere anche io.

&#160;

Poi Luca: no. Non così lenti, non così faticosi. E se veramente il PD non fosse un partito padronale, le cose sarebbero cambiate radicalmente da un pezzo. Certo, non c&#039;è un monarca, ma l&#039;oligarchia fa gli stessi danni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ottima analisi, ma a fronte di un 25% grillino devo pensare che tanti di quegli &#8220;insospettabilmente tantissimi&#8221; abbiano votato per lo Tsunami, proprio perché avran pensato &#8220;Beh, intanto vorrei non prenderla nel culo un&#8217;altra volta, poi vediamo&#8221;.</p>
<p>Questo ragionamento, poi, io credo debbano averlo capito anche i sassi almeno da dieci anni. Se la nomenklatura di csx (cosa fa quella di destra mi interessa meno) non cambia, evidentemente è perché non può. Se per sopravvivere devi rinunciare a qualche decina di milioni di euro di rimborso elettorale e non lo fai, vuol dire che sai che, anche se non puoi dichiararlo pubblicamente, senza quei milioni sei morto.</p>
<p>Ancora: di elettori ideologizzati che avrebbero votato anche D&#8217;Alema ce ne sono tanti in giro. Troppi. Ha ragione Ricolfi: gli elettori che hanno permesso alla nomenklatura di sopravvivere sono troppi. E anche se non ho votato PD in queste elezioni, per il passato mi ci devo mettere anche io.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Poi Luca: no. Non così lenti, non così faticosi. E se veramente il PD non fosse un partito padronale, le cose sarebbero cambiate radicalmente da un pezzo. Certo, non c&#8217;è un monarca, ma l&#8217;oligarchia fa gli stessi danni.</p>
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		<title>Di: Luca</title>
		<link>https://www.popolino.org/2013/03/02/6400/#comment-12881</link>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Mar 2013 11:50:12 +0000</pubDate>
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		<description>Hai ragione. Però i cambiamenti, nei partiti democratici e non padronali, sono lenti e faticosi. O no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hai ragione. Però i cambiamenti, nei partiti democratici e non padronali, sono lenti e faticosi. O no?</p>
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