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	<title>Commenti a: 24/7</title>
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		<title>Di: fabbrizz</title>
		<link>https://www.popolino.org/2012/01/07/247/#comment-7729</link>
		<dc:creator>fabbrizz</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 16:29:11 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;pre&gt;No infatti il punto non c&#039;è.
Però è innegabile che l&#039;economia italiana si è fondata per anni
su lavoro operaio,  sulla piccola e media distribuzione 
(i mitici &quot;commercianti&quot;), e sul servizio pubblico.
Ora il mercato globale delocalizza in Cina e di fabbriche
in Italia non ne rimarrà neanche una (e siamo ancora il secondo
paese più industrializato d&#039;Europa,  più della Francia), 
i commercianti stanno sparendo risucchiati dalla mega-dstribuzione,
ancora prima che dall&#039; e-commerce, e il servizio pubblico da 
sempre alimentato  &quot;a debito&quot; viene adesso necessariamente
ridimensionato, anche e soprattutto  nei settori che dovrebbero
provvedere a creare sviluppo e benessere per il futuro,
ovvero l&#039;educazione,l&#039;università, i beni artistici e culturali.
Il nostro paese si impoverisce in maniera irreversibile, è questo
il punto,  e le nostre menti migliori, le così dette eccellenze,
fuggono all&#039;estero non solo  perchè nel nostro paese non esiste
meritocrazia ma anche perchè qui non ci sono più  le opportunità,
sono i paesi ricchi ad attrarre le eccellenze, con stipendi 
adeguati  e grandi prospettive di crescita.
 &quot;Il mercato globale è anche una gigantesca opportunità di progresso&quot;,
che il nostro paese  ha perso completamente, e la fascia più debole,
 che in passato ha sempre comunque lavorato  con dignità e 
prospettive  di miglioramento, ora avviata ad inglobare una fetta di
popolazione crescente,sembra destinata a sperare in un lavoro 
precario  e sottopagato di  commesso, fattorino, operatore di 
call-center o  venditore a provvigione. 
Il punto/non punto è che temo che l&#039;entusiasmo per i prezzi bassi 
dell&#039; e-commerce (che prende spesso anche me) possa somigliare a 
quello di chi, per ricomprare l&#039;autoradio rubato, si entusiasmava
 per averne trovato uno come il suo, a prezzi stracciati  da un 
rivenditore ambulante!&lt;/pre&gt;
&lt;pre&gt;Un Abbraccio (e grazie per aver rimesso in fila il mio pensiero)&lt;/pre&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<pre>No infatti il punto non c'è.
Però è innegabile che l'economia italiana si è fondata per anni
su lavoro operaio,  sulla piccola e media distribuzione
(i mitici "commercianti"), e sul servizio pubblico.
Ora il mercato globale delocalizza in Cina e di fabbriche
in Italia non ne rimarrà neanche una (e siamo ancora il secondo
paese più industrializato d'Europa,  più della Francia),
i commercianti stanno sparendo risucchiati dalla mega-dstribuzione,
ancora prima che dall' e-commerce, e il servizio pubblico da
sempre alimentato  "a debito" viene adesso necessariamente
ridimensionato, anche e soprattutto  nei settori che dovrebbero
provvedere a creare sviluppo e benessere per il futuro,
ovvero l'educazione,l'università, i beni artistici e culturali.
Il nostro paese si impoverisce in maniera irreversibile, è questo
il punto,  e le nostre menti migliori, le così dette eccellenze,
fuggono all'estero non solo  perchè nel nostro paese non esiste
meritocrazia ma anche perchè qui non ci sono più  le opportunità,
sono i paesi ricchi ad attrarre le eccellenze, con stipendi
adeguati  e grandi prospettive di crescita.
 "Il mercato globale è anche una gigantesca opportunità di progresso",
che il nostro paese  ha perso completamente, e la fascia più debole,
 che in passato ha sempre comunque lavorato  con dignità e
prospettive  di miglioramento, ora avviata ad inglobare una fetta di
popolazione crescente,sembra destinata a sperare in un lavoro
precario  e sottopagato di  commesso, fattorino, operatore di
call-center o  venditore a provvigione.
Il punto/non punto è che temo che l'entusiasmo per i prezzi bassi
dell' e-commerce (che prende spesso anche me) possa somigliare a
quello di chi, per ricomprare l'autoradio rubato, si entusiasmava
 per averne trovato uno come il suo, a prezzi stracciati  da un
rivenditore ambulante!</pre>
<pre>Un Abbraccio (e grazie per aver rimesso in fila il mio pensiero)</pre>
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		<title>Di: paolocoss</title>
		<link>https://www.popolino.org/2012/01/07/247/#comment-7728</link>
		<dc:creator>paolocoss</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 11:28:46 +0000</pubDate>
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		<description>(Se ti riferivi alla formattazione, Fabbrizz, l&#039;ho corretta, tranquillo. Ai contenuti invece rispondo).

Le cose che scrivi sono vere, detto questo non capisco qual è il punto. I cinesi hanno tutto il diritto di costruire le cagate che popolano i nostri sogni consumistici del menga, e di vendercele, e di farlo a prezzi più bassi, se riescono. Con tutte le distorsioni del caso - ad esempio, le condizioni del lavoro, la svalutazione della moneta, eccetera - ma che sono le stesse leve usate da noi fino a non molto tempo fa, in senso uguale e contrario: abbiamo venduto a tutto il mondo, per molto tempo, perché la lira non valeva niente e ci siamo arricchiti sulla povertà dei Paesi che non possedevano un loro sistema industriale. Oggi il turno dello sviluppo è il loro, è una ruota che gira, e non è né giusta né sbagliata, semplicemente succede. Che questo si possa regolare imponendo a un negozio di chiudere all&#039;ora di pranzo, beh, è semplicemente ridicolo. Ed è un modo dannoso di paralizzare il dibattito su istanze fasulle, mentre come dicevamo, il mondo rotola velocemente da tutt&#039;altra parte.

A tutti quelli che nicchiano su questa semplice realtà, come se si potesse negare che il mercato globale è anche una gigantesca opportunità di progresso, oltre che una figata a disposizione di tutti gli uomini di buona volontà, mi limiterei a togliere dalle loro mani l&#039;iPad, girarlo, e far notare la scritta &quot;designed in California, assembled in China&quot;. E poi costringerli a usare i piccioni viaggiatori. Ma italiani, eh?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>(Se ti riferivi alla formattazione, Fabbrizz, l&#8217;ho corretta, tranquillo. Ai contenuti invece rispondo).</p>
<p>Le cose che scrivi sono vere, detto questo non capisco qual è il punto. I cinesi hanno tutto il diritto di costruire le cagate che popolano i nostri sogni consumistici del menga, e di vendercele, e di farlo a prezzi più bassi, se riescono. Con tutte le distorsioni del caso &#8211; ad esempio, le condizioni del lavoro, la svalutazione della moneta, eccetera &#8211; ma che sono le stesse leve usate da noi fino a non molto tempo fa, in senso uguale e contrario: abbiamo venduto a tutto il mondo, per molto tempo, perché la lira non valeva niente e ci siamo arricchiti sulla povertà dei Paesi che non possedevano un loro sistema industriale. Oggi il turno dello sviluppo è il loro, è una ruota che gira, e non è né giusta né sbagliata, semplicemente succede. Che questo si possa regolare imponendo a un negozio di chiudere all&#8217;ora di pranzo, beh, è semplicemente ridicolo. Ed è un modo dannoso di paralizzare il dibattito su istanze fasulle, mentre come dicevamo, il mondo rotola velocemente da tutt&#8217;altra parte.</p>
<p>A tutti quelli che nicchiano su questa semplice realtà, come se si potesse negare che il mercato globale è anche una gigantesca opportunità di progresso, oltre che una figata a disposizione di tutti gli uomini di buona volontà, mi limiterei a togliere dalle loro mani l&#8217;iPad, girarlo, e far notare la scritta &#8220;designed in California, assembled in China&#8221;. E poi costringerli a usare i piccioni viaggiatori. Ma italiani, eh?</p>
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	<item>
		<title>Di: fabbrizz</title>
		<link>https://www.popolino.org/2012/01/07/247/#comment-7727</link>
		<dc:creator>fabbrizz</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 10:55:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.popolino.org/?p=3887#comment-7727</guid>
		<description>Santo cielo ti prego elimina il mio illeggibile commento!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Santo cielo ti prego elimina il mio illeggibile commento!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: fabbrizz</title>
		<link>https://www.popolino.org/2012/01/07/247/#comment-7726</link>
		<dc:creator>fabbrizz</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 10:53:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.popolino.org/?p=3887#comment-7726</guid>
		<description>Sicuramente il mondo continua a girare...ma è un effetto del rotolamento, e forse ogni tanto sarebbe necessario studiare la traiettoria che segue,
e cercare di intuire dove stà andando, e dove rischia di andare a sbattere. 
 Per Natale la mia piccola nuova arrivata ha ricevuto  numerosi regali: una marea di vestitini, giocattoli, un seggiolone, un box, due marsupi
 porta bebè, un lettino, tutti di note marche europee, molte italiane, con il piccolo particolare che nessuno (ripeto Nessuno, mi sono messo a controllare scupolosamente 
dopo i primi riscontri casuali), è stato fabbricato in Italia, e uno solo in Europa(il lettino, di marca norvegese ma Made in Romania). 
tutti i prodotti della Chicco (sede a Como) ricevuti, tanto per citare una marca italiana stranota ad esempio, sono &quot;Made in China&quot;.
Allora se in Italia, e in Europa con poche eccezioni, non si produce più nulla e contemporaneamente riteniamo  sia giusto che nessuno venda più nulla,
a cosa pensiamo di affidare in futuro la nostra economia, al mercato dei corrieri espresso? Temo che questo scenario, ormai ben delineato, rischi di avverare
la previsione di un economista francese (chiedo perdono per l&#039;inutile citazione senza fonte) che immagina in futuro un Europa impoverita,costretta a tornare
all&#039;agricoltura come principale motore economico, con la fortuna per i paesi ricchi di beni artistici come  Italia e Francia di aiutarsi con il turismo.
Potremmo provare a vendere su Internet le palle di vetro con la neve sul  Colosseo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sicuramente il mondo continua a girare&#8230;ma è un effetto del rotolamento, e forse ogni tanto sarebbe necessario studiare la traiettoria che segue,<br />
e cercare di intuire dove stà andando, e dove rischia di andare a sbattere.<br />
 Per Natale la mia piccola nuova arrivata ha ricevuto  numerosi regali: una marea di vestitini, giocattoli, un seggiolone, un box, due marsupi<br />
 porta bebè, un lettino, tutti di note marche europee, molte italiane, con il piccolo particolare che nessuno (ripeto Nessuno, mi sono messo a controllare scupolosamente<br />
dopo i primi riscontri casuali), è stato fabbricato in Italia, e uno solo in Europa(il lettino, di marca norvegese ma Made in Romania).<br />
tutti i prodotti della Chicco (sede a Como) ricevuti, tanto per citare una marca italiana stranota ad esempio, sono &#8220;Made in China&#8221;.<br />
Allora se in Italia, e in Europa con poche eccezioni, non si produce più nulla e contemporaneamente riteniamo  sia giusto che nessuno venda più nulla,<br />
a cosa pensiamo di affidare in futuro la nostra economia, al mercato dei corrieri espresso? Temo che questo scenario, ormai ben delineato, rischi di avverare<br />
la previsione di un economista francese (chiedo perdono per l&#8217;inutile citazione senza fonte) che immagina in futuro un Europa impoverita,costretta a tornare<br />
all&#8217;agricoltura come principale motore economico, con la fortuna per i paesi ricchi di beni artistici come  Italia e Francia di aiutarsi con il turismo.<br />
Potremmo provare a vendere su Internet le palle di vetro con la neve sul  Colosseo!</p>
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	<item>
		<title>Di: Gira, il mondo gira &#124; [ciwati]</title>
		<link>https://www.popolino.org/2012/01/07/247/#comment-7725</link>
		<dc:creator>Gira, il mondo gira &#124; [ciwati]</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 17:00:05 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Popolino e gli acquisti sul web: una di quelle &#8216;liberalizzazioni&#8217; che avvengono così, mentre noi non ce ne accorgiamo. Tweet(function() { var po = document.createElement(&#039;script&#039;); po.type = &#039;text/javascript&#039;; po.async = true; po.src = &#039;https://apis.google.com/js/plusone.js&#039;; var s = document.getElementsByTagName(&#039;script&#039;)[0]; s.parentNode.insertBefore(po, s); })();   Di civati, 9 gennaio 2012 alle 16:59. Nessun commento   Commenta oppure fai il trackback: Indirizzo trackback .    &#171; Riscontrino, il modello [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Popolino e gli acquisti sul web: una di quelle &#8216;liberalizzazioni&#8217; che avvengono così, mentre noi non ce ne accorgiamo. Tweet(function() { var po = document.createElement(&#039;script&#039;); po.type = &#039;text/javascript&#039;; po.async = true; po.src = &#039;<a href="https://apis.google.com/js/plusone.js&#038;#039" rel="nofollow">https://apis.google.com/js/plusone.js&#038;#039</a>;; var s = document.getElementsByTagName(&#039;script&#039;)[0]; s.parentNode.insertBefore(po, s); })();   Di civati, 9 gennaio 2012 alle 16:59. Nessun commento   Commenta oppure fai il trackback: Indirizzo trackback .    &laquo; Riscontrino, il modello [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: anna</title>
		<link>https://www.popolino.org/2012/01/07/247/#comment-7724</link>
		<dc:creator>anna</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 11:24:11 +0000</pubDate>
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		<description>già... sto proprio cercando di comprare del baccalà dissalato prima scelta direttamente dal portogallo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>già&#8230; sto proprio cercando di comprare del baccalà dissalato prima scelta direttamente dal portogallo&#8230;</p>
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