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	<title>Commenti a: Dagli al negro</title>
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		<title>Di: utente anonimo</title>
		<link>https://www.popolino.org/2009/12/07/dagli-al-negro/#comment-3136</link>
		<dc:creator>utente anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 20:04:00 +0000</pubDate>
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		<description>Questo modo di fare giornalismo &#232; una vergogna, e la tesi &#232; semplicemente offensiva. E&#039; vero che Biella non &#232; tutta cos&#236;, ma nel senso che per fortuna c&#039;&#232; anche gente migliore e con pensieri pi&#249; puliti di quelli di Azzoni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questo modo di fare giornalismo &egrave; una vergogna, e la tesi &egrave; semplicemente offensiva. E&#8217; vero che Biella non &egrave; tutta cos&igrave;, ma nel senso che per fortuna c&#8217;&egrave; anche gente migliore e con pensieri pi&ugrave; puliti di quelli di Azzoni.</p>
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		<title>Di: utente anonimo</title>
		<link>https://www.popolino.org/2009/12/07/dagli-al-negro/#comment-3135</link>
		<dc:creator>utente anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 18:43:00 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;alcune riflessioni sull&#039;omicidio di Ibrahim, mandate anche ad Azzoni che ovviamente non ha pubblicato una riga salvo una mia foto che non c&#039;entrava nulla con gli articoli di corredo.&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;

&lt;p align=&quot;justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&quot;Venerd&#236; aprendo i giornali abbiamo letto dell&#8217; omicidio di Ibrahim  M&#8217;Body, e in molti non volevamo crederci. Anzi, per alcuni il fatto che la  vicenda non avesse ancora risvolti chiari, ha generato la convinzione che fosse  il classico regolamento di conti tra immigrati. Invece, nelle ore successive,  abbiamo scoperto che l&#8217;omicidio di Ibrahim aveva quel sapore ottocentesco, del  padrone che elimina il lavoratore perch&#233; rivendica i suoi diritti. Poi, come se  nulla fosse, l&#8217;imprenditore prova a costruire un depistaggio, per far pensare  che quell&#8217;uomo in fondo era solo un immigrato, per giunta nero che per chiss&#224;  quale torbida storia finisce in un canale risicolo. La verit&#224;, &#232; emersa  velocemente con tutto il suo carico di rabbia e di vergogna. Una vergogna che  spero i biellesi possano provare con forza e determinazione, verso un membro di  questa comunit&#224; che ha risolto con una lama, le rivendicazioni salariali di un  suo dipendente. Oggi, se non fosse stato per la notoriet&#224; del fratello di  Ibrahim, Adam, questa storia sarebbe relegata nelle cronache provinciali e non  avrebbe rotto il muro dei confini di questa angusta provincia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Proviamo per&#242; adesso a fare uno sforzo, proviamo ad immaginare che il  delitto fosse avvenuto a parti invertite. Che fosse stato l&#8217;operaio nero e  immigrato, ad infliggere sette coltellate al suo datore di lavoro bianco e  padano. I Tg nazionali, avrebbero aperto con questa notizia, lo avrebbero fatto  i giornali delle destre, ne avrebbero parlato in certi salotti televisivi. Il  mostro confezionato e pronto per una nuova e massiccia campagna d&#8217;odio contro  gli &#8220;altri&#8221;. Invece niente, silenzio, quello stesso silenzio che nelle nostre  terre affronta altri e ripetuti episodi di violenza: le svastiche sulle braccia  di giovani ragazze magrebine, i caff&#233; rifiutati ai &#8220;negher&#8221; in alcuni bar  cittadini o le campagne di boicottaggio verso i bar dei &#8220;musi gialli&#8221;.  &lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;br /&gt;
Nel biellese siamo gi&#224; oltre: le nostre cronache, infatti, non parlano di  violenze dei romeni o di case occupate da marocchini o di spacciatori  sudamericani. Siamo alla caccia del diverso, abbiamo gi&#224; introiettato l&#8217;odio e  lo trasformiamo come nel caso di M&#8217;Body, in violenza cieca. &lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Un territorio controllato e presidiato giorno e notte, dove anche un po&#8217;  di vita notturna diventa terreno fertile per la lotta &#8220;ai fracassoni&#8221;, dove  nell&#8217;omicidio di Ibrahim al carattere razziale si aggiunge l&#8217;insofferenza  assoluta verso chi rivendica i propri elementari diritti. Queste vicende sommate  tutte assieme, sono il paradigma di una societ&#224; che ha deciso di chiudersi in se  stessa e morire lentamente. La risposta alla crisi drammatica e irreversibile  del tessile, ha nei fatti rappresentato la morte sociale e culturale per  un&#8217;intera comunit&#224;. &lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;br /&gt;
Stanca e senza voglia di vivere, chiusa nelle sue paure e nelle sue  effimere sicurezze. L&#8217;assenza del lavoro come assenza di certezze per il futuro,  diventano anche mancanza di speranza per il cambiamento. Il precipizio &#232; dietro  l&#8217;angolo, apriamo gli occhi prima che sia troppo tardi.&quot;&lt;/p&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;em&gt;rp&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>alcune riflessioni sull&#8217;omicidio di Ibrahim, mandate anche ad Azzoni che ovviamente non ha pubblicato una riga salvo una mia foto che non c&#8217;entrava nulla con gli articoli di corredo.<br />
</strong></p>
<p align="justify" class="MsoNormal">&quot;Venerd&igrave; aprendo i giornali abbiamo letto dell&rsquo; omicidio di Ibrahim  M&rsquo;Body, e in molti non volevamo crederci. Anzi, per alcuni il fatto che la  vicenda non avesse ancora risvolti chiari, ha generato la convinzione che fosse  il classico regolamento di conti tra immigrati. Invece, nelle ore successive,  abbiamo scoperto che l&rsquo;omicidio di Ibrahim aveva quel sapore ottocentesco, del  padrone che elimina il lavoratore perch&eacute; rivendica i suoi diritti. Poi, come se  nulla fosse, l&rsquo;imprenditore prova a costruire un depistaggio, per far pensare  che quell&rsquo;uomo in fondo era solo un immigrato, per giunta nero che per chiss&agrave;  quale torbida storia finisce in un canale risicolo. La verit&agrave;, &egrave; emersa  velocemente con tutto il suo carico di rabbia e di vergogna. Una vergogna che  spero i biellesi possano provare con forza e determinazione, verso un membro di  questa comunit&agrave; che ha risolto con una lama, le rivendicazioni salariali di un  suo dipendente. Oggi, se non fosse stato per la notoriet&agrave; del fratello di  Ibrahim, Adam, questa storia sarebbe relegata nelle cronache provinciali e non  avrebbe rotto il muro dei confini di questa angusta provincia. </p>
<p align="justify" class="MsoNormal">Proviamo per&ograve; adesso a fare uno sforzo, proviamo ad immaginare che il  delitto fosse avvenuto a parti invertite. Che fosse stato l&rsquo;operaio nero e  immigrato, ad infliggere sette coltellate al suo datore di lavoro bianco e  padano. I Tg nazionali, avrebbero aperto con questa notizia, lo avrebbero fatto  i giornali delle destre, ne avrebbero parlato in certi salotti televisivi. Il  mostro confezionato e pronto per una nuova e massiccia campagna d&rsquo;odio contro  gli &ldquo;altri&rdquo;. Invece niente, silenzio, quello stesso silenzio che nelle nostre  terre affronta altri e ripetuti episodi di violenza: le svastiche sulle braccia  di giovani ragazze magrebine, i caff&eacute; rifiutati ai &ldquo;negher&rdquo; in alcuni bar  cittadini o le campagne di boicottaggio verso i bar dei &ldquo;musi gialli&rdquo;.  </p>
<p align="justify" class="MsoNormal">
Nel biellese siamo gi&agrave; oltre: le nostre cronache, infatti, non parlano di  violenze dei romeni o di case occupate da marocchini o di spacciatori  sudamericani. Siamo alla caccia del diverso, abbiamo gi&agrave; introiettato l&rsquo;odio e  lo trasformiamo come nel caso di M&rsquo;Body, in violenza cieca. </p>
<p align="justify" class="MsoNormal">Un territorio controllato e presidiato giorno e notte, dove anche un po&rsquo;  di vita notturna diventa terreno fertile per la lotta &ldquo;ai fracassoni&rdquo;, dove  nell&rsquo;omicidio di Ibrahim al carattere razziale si aggiunge l&rsquo;insofferenza  assoluta verso chi rivendica i propri elementari diritti. Queste vicende sommate  tutte assieme, sono il paradigma di una societ&agrave; che ha deciso di chiudersi in se  stessa e morire lentamente. La risposta alla crisi drammatica e irreversibile  del tessile, ha nei fatti rappresentato la morte sociale e culturale per  un&rsquo;intera comunit&agrave;. </p>
<p align="justify" class="MsoNormal">
Stanca e senza voglia di vivere, chiusa nelle sue paure e nelle sue  effimere sicurezze. L&rsquo;assenza del lavoro come assenza di certezze per il futuro,  diventano anche mancanza di speranza per il cambiamento. Il precipizio &egrave; dietro  l&rsquo;angolo, apriamo gli occhi prima che sia troppo tardi.&quot;</p>
<p>
<strong><em>rp</em></strong></p>
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